La Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL è nata nel 2004 con la fusione tra la Cgil Scuola e il Sindacato Nazionale Università e Ricerca. Il Congresso costitutivo si è tenuto dal 15 al 18 febbraio 2006 a Trieste e Portorose (Slovenia). La FLC è, quindi, nata in Europa. La FLC è il sindacato di tutti coloro che lavorano nei settori della scuola (pubblica, privata e scuole italiane all’estero), dell’educazione degli adulti, dell’università (pubblica e privata), della ricerca (pubblica e privata), della formazione professionale, dell’alta formazione artistica e musicale. In un parola, è il sindacato di chi lavora nei settori della conoscenza: dirigenti, docenti, amministrativi, collaboratori scolastici, tecnici, tecnologi, ricercatori, qualunque sia il loro rapporto di lavoro (pubblico o privato), a tempo indeterminato, determinato, di collaborazione, precario.

La FLC è nata per riunire in un contesto organico tutto il ciclo della conoscenza, rafforzare la rappresentanza dei lavoratori e le loro tutele, essere il punto di riferimento politico e professionale di un mondo che associa a tante diversità (competenze, profili) tanti punti in comune (i saperi sono uno strumento fondamentale per dare alle persone pari opportunità).

I nostri valori

La proposta programmatica della FLC CGIL sulla conoscenza si ispira a valori che riteniamo fondamentali e fondanti per le scelte che operiamo. La pace e il rifiuto della guerra e della violenza. Ricercare, conoscere, ascoltare sono risorse di pace. La dimensione pubblica e laica della scuola, dell’università e della ricerca, come garanzia del pluralismo, della democrazia e delle pari opportunità. L’uguaglianza e la pari dignità sociale. Istruzione, formazione e ricerca pubbliche come occasioni di promozione sociale, al di là delle condizioni di partenza. Il diritto alla formazione e alla conoscenza per tutto l’arco della vita. Va assicurata a tutti la possibilità di accedere e di rimanere con successo nei percorsi formativi, scolastici e universitari, in una società sempre più globale, in cui il ruolo della conoscenza e della ricerca diventano fondamentali per la cittadinanza attiva e consapevole. Il riconoscimento e la valorizzazione delle professionalità di tutto il personale, come diritto ad una formazione qualificata, come sostegno ed incentivazione della professionalità, e conseguenti miglioramenti della condizione economica. L’autonomia della ricerca e dell’insegnamento da condizionamenti politici ed economici, a garanzia della libertà del loro esercizio e della loro funzione in un modello di sviluppo fondato sulla conoscenza. L’Europa, intesa come modello sociale di riferimento, luogo dove lo sviluppo basato sulle conoscenze deve consentire una crescita economica sostenibile rispettosa dei diritti delle persone. Sono valori che ispirano la nostra proposta programmatica. Senza valori dichiarati e perseguiti ogni soluzione non potrà che essere votata alla tecnicalità e, come tale, risultare subalterna al pensiero dominante del momento.